Amazon Pharmacy

Amazon Pharmacy, la “rivoluzione” sanitaria di Bezos

Federico D'Addato opinioni Leave a Comment

Cos’è Amazon Pharmacy e come risponde la politica

La salute come componente fondamentale dei diritti individuali è un concetto sempre più presente ed in periodo di pandemia come questo.

La necessità di tale diritto è fondante, tuttavia come spesso accade non sono i governi a fornire risposte concrete ai cittadini, bensì le aziende private.

Questo è il caso di Amazon e nello specifico la nuova “sezione” aperta da Bezos

Denominata Amazon Pharmacy, questa piattaforma consentirà la vendita da parte della multinazionale di farmaci agli acquirenti.

Amazon Pharmacy potrebbe aiutare la competizione in ambito scientifico, fornendo prodotti di qualità migliore ad un costo inferiore

Cos’è Amazon Pharmacy?

Il colosso statunitense di e-commerce implementa fra i suoi prodotti i medicinali.

Si avrà dunque una sorta di farmacia virtuale dalla quale è possibile acquistare online.

Prima di procedere all’acquisto però bisognerà iscriversi e dichiarare di avere più di 18 anni e comunicare le proprie patologie, allergie ed intolleranze.

Sarà inoltre obbligatorio, per alcuni farmaci specifici, avere una prescrizione effettuata dal proprio medico di base.

Ovviamente non tutti i medicinali saranno presenti nel catalogo, gli oppioidi infatti ne saranno esclusi.

La questione principe è, ancora una volta, l‘interesse personale, visto come un oscuro nemico ma in realtà alleato costante del progresso.

Da un lato Jeff Bezos, fondatore di Amazon e della sezione Amazon Pharmacy investe, con questo progetto, in un mercato che solo negli Stati Uniti ha un volume d’affari di oltre 300 miliardi l’anno.

Non è possibile però non notare che il consumatore avrà delle prospettive vantaggiose in termini economici e, ovviamente, di benessere.

Basti pensare all’enorme questione sanitaria americana, che spinge i cittadini ad avere un’assicurazione privata in caso di emergenze.

L’assicurazione ha mediamente un costo di 10mila dollari annui, per cui non tutta la popolazione può permettersene una.

Anche qui ci sarebbe da fare una precisazione riguardo questa situazione secondo la quale “se non paghi in America ti fanno morire“, affermazione falsa e assolutamente priva di motivazioni perché priva di basi.

Visite a domicilio ed ospedali sono disponibili a tutti i cittadini, anche chi non ha un’assicurazione.

Possono cambiare i tempi di attesa, ma la salute in quanto diritto inalienabile è importante persino nei “cattivissimi” e “turbocapitalisti” Stati Uniti.

Il cittadino che, per ovvie ragioni economiche, non possa permettersi un’assicurazione sanitaria, avrà uno sconto su Amazon Pharmacy del 40% sui farmaci e dell’80% sui medicinali generici.

E in Italia?

Attualmente Amazon Pharmacy verrà implementato solo in 45 dei 50 Stati che compongono gli USA e non è dato sapere se e quando questa “rivoluzione” ci sarà nel nostro Paese.

L’Italia attualmente è quarta nelle classifiche mondiali per il costo dei farmaci e questo dipende ancora una volta dall’eccessiva burocrazia e prelievo fiscale forzoso, diretto o indiretto, anche sulla vendita del prodotto.

Basti pensare che il singolo farmacista per ogni medicinale venduto guadagna meno di un terzo del prezzo totale.

La risposta della politica

Com’è ovvio intuire Amazon, così come altre multinazionali, non sono la panacea di tutti i mali e una retorica statalista insopportabile, ovvero quella di “acquistare prodotti italiani” o “comperare solo dal commerciante di quartiere” provoca molti più danni contrapposti ai benefici di un’azione politica seria, più concreta e con una visione chiara, nitida, netta.

Trovandoci ormai in un mondo dove l’e-commerce prende sempre più piede ed ormai 12mila imprese, solo in Italia, lavorano stabilmente in questo settore, non avrebbe più senso ridurre le imposte a questi imprenditori in modo tale da permettere loro di essere competitivi anziché massacrare multinazionali che investono nel territorio?

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Fonti:

Italia quarta al mondo per prezzi più alti dei farmaci

Aliquote fiscali farmaci

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